Ancora imbarcazioni ferme nel Mediterraneo

Altro giorno, altra nave che vaga nel Mediterraneo, con migranti appena salvati partiti dalla Libia, la cui barca però è andata alla deriva in prossimità di una piattaforma del gas.

L’informazione viene da InfoMigrants, portale europeo che tiene sotto controllo le rotte dei profughi, secondo cui l’imbarcazione Sarost 5, cargo della società del gas Miskar avrebbe 40 migranti a borso e sarebbe bloccata in quanto Tuchia, Malta e Italia hanno rifiutato l’approdo e sono stati seguiti a ruota dalla Tunisia, un cui comunicato che riportiamo è veramente esplicito “la Tunisia si rifiuta di accogliere questi migranti perché non vuole diventare un riferimento di porto sicuro per gli stati europei”.

All’interno della nave ci sono un uomo ferito e una donna incinta, ma tutti sono stati messi a dura prova da meteo e fame, con la disponibilità di cibo che sta diminuendo a vista d’occhio.

Una soluzione va trovata in fretta, e l’Italia sta cercando di fare pressioni; è notizia di poco fa che il Ministro Moavero ha screitto alla rappresentate UE, Federica Mogherini, che ritiene inapplicabile il piano operativo della missione “Sophia” che individuava l’Italia come unico luogo di sbarco.

Migliaia di persone ogni giorno navigano in mare alla ricerca di una “vita migliore”. Ormai è necessario agire per salvare queste vite in pericolo e per gestire questa emergenza.

Immigrati fermi nelle barche sul Mediterraneo
Immigrati fermi nelle barche sul Mediterraneo

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